La bananaGialla al punto giusto
Le norme del Codex sono il decalogo di riferimento per gli Stati nell’elaborazione delle legislazioni nazionali in materia di derrate alimentari. L’uniformità degli standard facilita il commercio transfrontaliero: l’industria agroalimentare svizzera ne trae beneficio sul piano dell’accesso al mercato internazionale.
Un tempo considerata una prelibatezza rara, la banana è oggi il frutto più venduto del mondo. Il mercato delle banane è regolamentato dalle norme dell’Organizzazione mondiale del commercio e dagli accordi sugli scambi commerciali e agricoli conclusi tra gli Stati che facilitano il trasporto e l’attraversamento delle frontiere delle partite di banane, dai luoghi di produzione fino alle nostre tavole. Circa la metà del volume di banane importato in Svizzera porta il marchio commercio equo solidale.
www.codexalimentarius.org (en)
I medicamentiMandar giù la pillola
Ma attenzione: i farmaci contraffatti rappresentano una minaccia per la salute. Per lottare contro questo appetibile e pericoloso mercato è necessaria una cooperazione intensa tra gli Stati. A questo scopo, la Convenzione internazionale Medicrime (firmata dalla Svizzera nel 2011) conferisce alle autorità nazionali gli strumenti per reprimere il commercio illegale di medicamenti, esigendo dagli Stati firmatari che rendano la produzione, la diffusione e la vendita di prodotti contraffatti un reato penale.
Medicrime (en)
La cartolinaPosta che viene da lontano
La Convenzione e gli altri accordi conclusi nel quadro dell’Unione postale disciplinano tutta una serie di aspetti più specifici del funzionamento della posta, come il posizionamento degli indirizzi, i codici postali e l’affrancatura. È grazie a queste norme che l’indirizzo del destinatario di un invio non viene confuso con quello del mittente. Anche l’aspetto tipico delle cartoline postali è da ricondurre a questi accordi: essi stabiliscono infatti che la loro forma deve essere rettangolare e che la metà destra del retro è riservata all’affrancatura e all’indirizzo del destinatario.
L’Unione postale universale (en)
Lo smartphoneChiamami
Tutto ciò lo dobbiamo all’Unione internazionale delle telecomunicazioni (ITU), che ha svolto i lavori per la realizzazione del primo sistema radiocomunicazione mobile di portata sufficiente a consentire tali servizi: la rete mobile di terza generazione (3G). Grazie agli standard tecnici internazionali sviluppati dall’ITU, oggi è possibile garantire l'interconnessione tra le diverse reti mobili di tutto il mondo. Se così non fosse, non potremmo effettuare chiamate o utilizzare il nostro cellulare all'estero.
Numerose altre tecnologie come le connessioni a Internet, le previsioni del tempo o la navigazione GPS dipendono dal lavoro dell’ITU, che ad esempio assegna ai satelliti le frequenze e le orbite necessarie per poter erogare questi servizi.
L’Unione internazionale delle telecomunicazioni
L’ora24 ore su 24
L'Ufficio internazionale dei pesi e delle misure, fondato dalla Convenzione del Metro approvata il 20 maggio 1875 a Parigi, assicura la promozione e l'adattamento del sistema internazionale di unità di misura. Gli Stati che hanno adottato la Convenzione possono quindi collaborare in qualsiasi ambito riferito alle unità di misura.
Con l'avvento della ferrovia e la necessità di introdurre orari funzionali, il bisogno di unificare l'ora si è fatto più incombente dapprima a livello nazionale e poi internazionale. Una conferenza indetta a Washington nel 1884 ha adottato il giorno di 24 ore e il meridiano di Greenwich come tempo universale.
Oggi l'ora viene calcolata grazie ai dati raccolti dagli orologi più esatti del mondo, gli orologi atomici, grazie ai quali viene stabilita la scala del tempo coordinato universale (Coordinated Universal Time - UTC), divenuta il riferimento della maggior parte dei Paesi. Conformemente alla norma ISO 8601, i 24 fusi orari sono calcolati in base a questa scala. Di conseguenza, in Svizzera l'ora si misura così: «UTC+1».
L'Ufficio internazionale dei pesi e delle misure
I giocattoliNon si gioca con la sicurezza dei bambini
L’Organizzazione internazionale di normalizzazione (ISO) ha emanato norme ISO sulla sicurezza dei giocattoli, e precisamente sul grado di infiammabilità, sulla concentrazione di determinati elementi chimici come gli ftalati presenti nelle materie plastiche, oppure linee guida per delimitare la fascia d'età adatta a un determinato giocattolo. Tali norme non hanno carattere vincolante, ma fungono da base per gli Stati che vogliono seguirle, come ha deciso di fare la Svizzera.
L'armonizzazione degli standard permette di garantire la sicurezza dei bambini evitando di innalzare ostacoli al commercio. In Svizzera i giocattoli rientrano nel campo di applicazione di un accordo siglato con l'Unione europea, secondo il quale i requisiti in termini di sicurezza dell'UE e della Svizzera sono equipollenti. I consumatori hanno pertanto la garanzia che i giocattoli transitati all'interno di queste frontiere non presentano alcun pericolo per i bambini.
L’Organizzazione internazionale di normalizzazione (en)
La floraLa prevenzione delle erbacce
La comunità internazionale ha stilato una lista di organismi assai nocivi per l'agricoltura contro i quali vanno adottate misure concrete onde evitarne la propagazione. Nel 1952 è stata adottata una Convenzione internazionale per la protezione dei vegetali, seguita nel 1992 da una Convezione sulla diversità biologica. Entrambe mirano a fornire agli Stati un quadro normativo atto a facilitare la cooperazione nella lotta agli organismi nocivi e alla loro propagazione.
Dopo la conclusione dell'Accordo tra la Confederazione Svizzera e la Comunità europea sul commercio di prodotti agricoli del 1999, i prodotti vegetali provenienti dall'UE devono disporre di un passaporto fitosanitario per poter essere commercializzati in Svizzera. Il documento attesta che i vegetali, in fase di produzione, sono stati sottoposti a un controllo ufficiale degli organismi nocivi, onde evitare che vengano introdotti in una nuova regione e causino seri danni alla produzione agricola e alla natura.
I libriIl giro del mondo in 80 giorni
Adottata come accordo internazionale sulla protezione delle opere e dei diritti d'autore, la Convenzione di Berna raggruppa a tutt'oggi quasi tutti i Paesi del mondo (186) e viene applicata, oltre che ai libri, anche alle composizioni musicali, alle opere di pittura, scultura e alle opere cinematografiche, ai software, alle banche dati, alle illustrazioni pubblicitarie, alle carte geografiche e ai disegni tecnici.
L’obbiettivo è conferire agli autori il diritto di controllare l'utilizzazione delle loro opere e trarne benefici pecuniari a livello internazionale. La convenzione garantisce la stessa protezione sia alle opere straniere che a quelle nazionali. Stabilisce altresì che senza l'accordo scritto dell'autore nessuno può tradurre o riprodurre l'opera. Di massima, la protezione si estende vita natural durante e prosegue per cinquant'anni oltre il decesso, in Svizzera addirittura per settanta.
I documenti di viaggioAvete i documenti?
Nel 1920 si svolge a Parigi, sotto l’egida della Società delle Nazioni, la Conferenza dei passaporti, delle formalità doganali e dei biglietti diretti. Gli Stati firmatari standardizzano il formato del passaporto, adottando la forma del libretto, e il suo contenuto. Attualmente è l’Organizzazione dell’aviazione civile internazionale, istituzione specializzata dell’ONU, a occuparsi della standardizzazione dei passaporti.
Sul continente europeo, dopo l’entrata in vigore dell’Accordo del 1957 sulla circolazione delle persone tra i Paesi membri del Consiglio d’Europa, è possibile spostarsi con una semplice carta d’identità svizzera. Più di recente, l’ingresso della Svizzera nello spazio Schengen (2004) permette di attraversare le frontiere europee senza neppure doverla presentare.
Fuori dal territorio europeo, vari accordi bilaterali dispensano i cittadini svizzeri dall’obbligo del visto per i loro soggiorni senza attività lucrativa della durata massima di tre mesi. Questo vale per esempio per il Cile, Hong-Kong o il Brasile. Un documento di identità in una tasca, un biglietto aereo nell’altra: è semplice ormai partire per andare alla scoperta del mondo, anche seguendo l’ispirazione del momento.
lo Swiss army knifeLa lama invisibile
Già nel 1897 il creatore del coltello dell’ufficiale svizzero deposita un primo brevetto. Un brevetto garantisce un monopolio temporaneo su un’invenzione tecnica che consente al suo detentore di essere il primo a commercializzarla. Esistono vari brevetti in Svizzera e all’estero per alcune parti di questo coltellino multifunzionale, ad esempio per la piastra intermedia, con cui sono fissate e articolate le lame, e per il sistema di chiusura o di alloggiamento degli utensili. La Convenzione sul brevetto europeo permette di ottenere con una sola procedura un brevetto valido in oltre 30 Paesi europei, tra cui la Svizzera, semplificando così le pratiche amministrative.
Ma se anche altri lo fabbricano, come distinguere il coltellino vero da quello falso? L’emblema dello scudo con la croce bianca è protetto dal 1909, e oggi è registrato come marchio commerciale in oltre 130 Paesi. Nessun altro fabbricante ha il diritto di utilizzarlo. L’Organizzazione mondiale della proprietà intellettuale gestisce un sistema di protezione intellettuale in base al quale, con un’unica richiesta, è possibile estendere la protezione in un centinaio di Stati che hanno sottoscritto i relativi accordi. Il diritto internazionale è dunque la lama invisibile del coltellino svizzero.
Convenzione sul brevetto europeo (en)